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M O S T R O P O L I
Cronache del mondo sommerso
“Dobbiamo assolutamente risolvere la questione, altrimenti si scatena il caos. […] Perché se si va al fallimento si fermano per mesi i collegamenti aerei. Una figuraccia.”
- Silvio Berlusconi (sul caso Alitalia) -
Non è nera, la cronaca, ma di quel grigio che è limbo per ogni mutamento di colore. Immergetevi nelle acque del Lete e dimenticate le vostre colpe, c’è chi le ricorda per voi. È domanda legittima, allora, quella che si interroga sulla costante e consistente perdita di memoria dei nostri politici, essere già sublimi approdati ormai ad un definitivo (in quanto a contratto rinnovabile) stato di Nirvana; abitanti di un mondo nelle tinte del più delicato rosa, dove gli alberi hanno chiome di zucchero filato e tronchi di cioccolato, dove si gode la compagnia dei Puffi e dei Mini Pony, coccolosi protagonisti di un’infanzia perduta ma mai dimenticata. I giornali ci narrano giorno per giorno la disperata (ma non per questo meno incrollabile) resistenza delle anime pure della politica ai biechi e immotivati soprusi perpetrati dall’Etica e dalla Giustizia, storiche e disneyane Forze del Male (qualche miscredente, però, afferma siano solo una leggenda). È da una di queste coraggiose esperienze che anche questa mattina si è trovata la forza per alzarsi e prendere l’autobus, noi anime impure che, ancora penitentemente far far away dall’illuminazione più autentica, non possediamo Maserati ma solo abbonamenti Metrebus da 230 euro l’anno. Si narra dunque di come un giovane uomo di belle speranze e solo qualche problema di calvizie precoce si sia ritrovato al centro ( spostato molto verso destra, ad essere sinceri) di uno scandalo su una compagnia aerea di bandiera che negli ultimi anni si era ritrovata a passare di mano in mano (le mani di chi non è dato sapere con certezza) come una proverbiale patata bollente. L’uomo, incensurato (cioè, in un moto di spassionata fiducia nei suoi confronti, mai censurato da alcun giornale o alleato politico), è allibito e non fa che arrovellarsi su come questo spiacevole malinteso possa avere avuto luogo. Ora, per colpa delle poste, della burocrazia mal funzionante, dell’inflazione sul mercato degli animali domestici, della progressiva ma costante scomparsa delle mezze stagioni e, dice lui in via confidenziale, anche un po’ per colpa di Bush (compagno di banco con cui ha instaurato da tempo un conflittuale rapporto amore/odio), questo fanciullo senza macchia e senza paura (non teme nemmeno i Magistrati, terribile banda di bulli che imperversa nel suo paese e sembra averlo preso di mira) si trova a dover rispondere (insieme a numerosi amici intimi di eguale rispettabilità) di 6.000 esuberi, perdita di svariati miliardi, gigantesco quanto imminente patatrac della succitata compagnia e rumoroso malcontento dei suoi nonni padani che già si prospettavano di usare una pista d’atterraggio per aeroplani come campo per il mini-golf domenicale. Facile immaginare la legittima preoccupazione per lo status della sua virginea immagine pubblica. In condizioni pietose egli si affanna a tirarsi fuori dall’immane pasticcio con, dobbiamo ammetterlo, il sempre vivo impegno e la smisurata fede nelle tasche dei suoi genitori (si dice che siano oltre il 47 % della popolazione e che dopo ogni nuova elezione vinta dall’amato figliolo scompaiano come per magia, probabilmente restii ad offuscare il fulgore del successo all’uomo che si è fatto da solo). Noi, sempre in preghiera per la sorte e l’anima di questo unto dal Signore (che altri non è se non il meccanico di fiducia del fanciullo, uomo conosciuto per le sue untuose e destabilizzanti dimostrazioni d’affetto verso i clienti più fedeli), vi lasciamo alla riflessione sui mali del mondo con una massima ampiamente riconosciuta come vera nel paese da (e di) cui vi mandiamo notizie: “quando sei in diretta da un letamaio riesce sempre difficile esprime il necessario distacco, cosicché, tu lo sia o no, finisci per sembrare merda anche tu.”
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